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Sebbene l’approccio Barbell sia stato ampiamente utilizzato negli anni dai gestori di portafogli obbligazionari globali, nel mondo azionario è stato, storicamente, molto meno applicato
BG Aequitum SA18 mag 20265 min read

La bussola settimanale 18.05

Segnali e rumore

Inflazione, tassi e AI - una settimana in tre atti

La settimana passata si è aperta con la consueta premessa geopolitica: il fallimento dei negoziati USA-Iran ha riacceso le tensioni sullo Stretto di Hormuz, spingendo il WTI sopra quota 100 dollari già lunedì e oltre i 105 a fine settimana. Con il traffico nello stretto ancora quasi azzerato, il petrolio si è confermato il vero arbitro dell'umore dei mercati: a ogni aggiornamento diplomatico, incluso il vertice Trump-Xi a Pechino, dove il tema iraniano è rimasto però ai margini dell'agenda, i mercati hanno risposto con movimenti riflessivi e prevedibili. Nessuna svolta, nessuna sorpresa; solo un conflitto che si allunga e i suoi effetti che si sedimentano nell'economia reale.

I dati macro della settimana hanno tolto ogni margine di ambiguità. Il CPI di aprile ha segnato +3,8% annuo, il PPI è salito del 6%, il rialzo mensile più marcato dal 2022, e i prezzi alla produzione stanno già incorporando il costo dell'energia a tre cifre. Le probabilità implicite sui futures ora scontano non più tagli, ma potenziali rialzi da parte della Fed nel 2027. Diverse banche di investimento, come Goldman Sachs e Bank of America, si sono aggiunte alla lista delle banche che rinviano le aspettative di taglio dei tassi almeno a fine anno. Kevin Warsh, confermato alla guida della Fed nel corso della settimana, eredita una situazione tutt'altro che comoda: il suo primo test sarà contenere le aspettative in un mercato obbligazionario sempre più nervoso.

In mezzo al rumore macro, l’azionario ha trovato la sua narrativa autonoma nella corsa all'AI. I semiconduttori hanno guidato i rialzi nei primi giorni, con Nvidia vicina ai 6 trilioni di capitalizzazione e Cerebras che ha debuttato con un +68%, mentre i CEO di Nvidia, Tesla e Apple si univano alla delegazione commerciale di Trump in Cina. L'S&P 500 ha toccato quota 7.500 per la prima volta. Poi, venerdì, il risveglio: i rendimenti decennali americani hanno superato il 4,60%, quasi venti punti base guadagnati nell'arco della settimana, e il selloff obbligazionario ha trascinato i listini americani in quello che è stato il peggior venerdì da marzo. Ciononostante, il bilancio settimanale dell'S&P 500 rimane positivo: sette settimane consecutive di guadagni, la striscia più lunga da dicembre 2023.

Il vero segnale della settimana non è arrivato dalle azioni, ma dal mercato del debito. I Gilt britannici hanno toccato i livelli più alti in 28 anni, i Bund tedeschi hanno chiuso al 3,17% e i Treasury americani, con il trentennale stabilmente sopra il 5% per la prima volta dal 2007, stanno riprezzando un regime di tassi strutturalmente più alti. L'oro, pur restando ben oltre i 4.500 dollari, ha perso il 2,4% nell'ultima seduta: il dollaro forte e i rendimenti reali in risalita iniziano a pesare anche sull'asset rifugio per eccellenza. Il mercato, in sintesi, sta smettendo di scontare una risoluzione rapida del conflitto e comincia ad assorbire la possibilità che questo scenario, petrolio alto, inflazione vischiosa, Fed in stallo, possa durare più a lungo di quanto si sperasse.

 

Curiosità della settimana

Dividend Recap: il private equity torna a fare leva - Le società di private equity europeo stanno tornando ad attingere al mercato del debito ad alto rendimento per pagarsi dividendi, in sostituzione di dismissioni o IPO che il mercato attuale rende difficili. Le dividend recap aggiungono ulteriore debito alle società in portafoglio, spesso già fortemente indebitate, senza generare utili aggiuntivi. Le agenzie di rating le guardano con sospetto: aumentano leva e oneri finanziari, e storicamente rappresentano un termometro di mercato surriscaldato.

Earnings Season: sorprese anomale, merito dei chip - La stagione delle trimestrali USA sta producendo sorprese positive in misura anomala rispetto alla media storica. Dietro c'è il boom dei semiconduttori, dove la domanda legata all'AI continua a crescere più velocemente dell'offerta disponibile. Una distorsione settoriale che spiega buona parte della sovraperformance dell'S&P 500 rispetto alle stime di consensus.

Bye-Bye UK Equity - Negli ultimi trent'anni l'allocazione dei fondi pensione britannici verso le azioni domestiche è crollata dal 50% degli anni '90 all'attuale 4-6%. Il driver principale è stato il de-risking dei fondi pensione a prestazione definita, che hanno quadruplicato l'esposizione obbligazionaria per coprire meglio le passività. Il risultato è un mercato azionario britannico progressivamente privato del suo investitore istituzionale di riferimento, con tutto ciò che ne consegue in termini di valutazioni e liquidità.

AI e Cybersecurity: il primo zero-day generato dall'intelligenza artificiale - Google ha documentato il primo caso di un gruppo hacker che ha utilizzato l'AI per generare un exploit zero-day, capace di aggirare l'autenticazione a più fattori su un software di amministrazione di sistema ampiamente diffuso. Il piano è stato sventato, ma il precedente è rilevante: l'AI sta abbassando la barriera d'ingresso anche per i cybercriminali, rendendo le vulnerabilità sconosciute più facili da individuare e sfruttare.

Quantinuum: il quantum computing si quota - Honeywell ha annunciato l'imminente IPO della controllata Quantinuum, tra i nomi più seguiti nel settore del quantum computing. Un'operazione da tenere sul radar in un comparto che resta ancora più narrativa che numeri, ma che i mercati stanno cominciando a prezzare seriamente (e pure i responsabili della sicurezza informatica...)

Conseguenze indesiderate - Le importazioni di oro a Singapore da Dubai hanno raggiunto un record il mese scorso (vedi grafico), grazie a investitori facoltosi alla ricerca di hub alternativi. Gli Emirati Arabi Uniti sono un importante centro per la raffinazione e l’esportazione di lingotti destinati ad acquirenti in tutta l’Asia, oltre a fungere da punto di transito per spedizioni provenienti da altre parti del mondo. Negli ultimi anni sono emersi anche come sede di stoccaggio per asset di alto valore come l’oro. Questo status di rifugio sicuro è stato messo alla prova dai raid degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran

 

Grafici della settimana

Fonte: Bloomberg

Fonte: New Financial

 

Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 18.05.2026

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