Segnali e rumore: la resilienza come narrativa dominante
La settimana trascorsa ha raccontato due storie simultanee. Da un lato, lunedì il Brent ha toccato $114 dopo uno scambio di fuoco tra USA e Iran nel Golfo Persico, con gli Emirati colpiti da un drone iraniano al porto di Fujairah e il trentennale USA che ha sfondato il 5%, il segnale più chiaro che l'inflazione energetica sta entrando nei rendimenti a lunga scadenza. Dall'altro, mercoledì l'S&P 500 è balzato dell'1.5% ai massimi storici dopo che Trump ha dichiarato che l'Iran «ha accettato di rinunciare al nucleare» e che un deal è «molto possibile» prima del viaggio a Pechino. Il WTI è oscillato da $105 a sotto $90 per poi chiudersi a $95, con Washington che ha presentato a Teheran un memorandum of understanding per una riapertura graduale di Hormuz. La settimana si è chiusa con la sesta settimana consecutiva di rialzo dell'S&P 500, la serie più lunga dal 2024.
Il vero protagonista è stato però il mercato del lavoro: i payrolls di aprile hanno segnato il secondo mese consecutivo di crescita occupazionale, il primo back-to-back in quasi un anno, con la disoccupazione stabile. È il dato che ha permesso al mercato di assorbire tutto il resto, petrolio sopra $100, rendimenti in rialzo, incertezza geopolitica, perché conferma che l'economia americana sta reggendo lo shock energetico. Come ha sintetizzato un gestore, «i prezzi azionari seguono gli utili, e per ora crescono troppo rapidamente perché gli investitori li ignorino». L'82% delle società dell'S&P 500 ha battuto le stime sugli utili del primo trimestre, le revisioni per il secondo trimestre sono salite del 2% e quelle per il 2026 del 3- 4%. L'indice dei semiconduttori è salito dell'11% nella settimana, trainato da AMD, Intel (accordo preliminare con Apple per la produzione di chip negli USA), e dall'espansione dell'ecosistema AI, Nvidia ha investito $2.1 miliardi in IREN, Anthropic ha firmato un deal da $1.8 miliardi con Akamai, e il mercato premia chi ha esposizione diretta all'infrastruttura AI.
La Fed resta ferma e il mercato non prezza più tagli nel 2026, con alcuni che iniziano a scontare la possibilità di un rialzo nel 2027. Tre funzionari regionali hanno ribadito il dissenso espresso nella riunione della settimana precedente, sostenendo che il prossimo movimento potrebbe essere sia un taglio che un rialzo. La fiducia dei consumatori è scesa a un nuovo minimo storico per timori sull'inflazione, un dato che contrasta con la resilienza occupazionale e degli utili, e che suggerisce che lo shock energetico si sta sentendo a livello di portafoglio delle famiglie anche se non ancora nei numeri macro aggregati. Il decennale USA si è mosso tra 4.35% e 4.44%, con il trentennale che ha brevemente superato il 5% lunedì, un livello che storicamente mette pressione sulle valutazioni azionarie. Il Gilt è rimasto sopra il 4.90%, il Bund al 3%. L'oro è rimbalzato a $4.723/oz (+3% mercoledì) ritrovando parzialmente il suo ruolo di rifugio, Bitcoin a $80.150 sostenuto dal risk appetite.
La domanda chiave che il mercato si pone entrando nella prossima settimana è se la resilienza economica e degli utili, che finora ha permesso agli indici di ignorare il petrolio sopra $100, possa reggere indefinitamente.
L'economia tiene, gli utili crescono, ma il prezzo della benzina e i rendimenti obbligazionari stanno lentamente erodendo il cuscinetto che ha permesso questo rally. La finestra per un accordo con l'Iran resta aperta, ma non indefinitamente.
Curiosità della settimana
La corsa alle stablecoin: un'Europa nella polvere? La corsa globale alle criptovalute sta lasciando indietro un'Europa divisa (vedi grafico Stablecoins). Quando Christine Lagarde si è rivolta a una conferenza di banchieri centrali alla fine dello scorso anno, la sua frustrazione era evidente. L'Europa discute da anni di un euro digitale, ma è ancora ben lontana dal completarlo. I progressi sono stati così lenti che è probabile che il suo mandato di otto anni si concluda prima che il progetto veda la luce. «È troppo tempo. Non vogliamo farci lasciare nella polvere.» Nei mesi successivi, il senso di urgenza tra i funzionari europei è aumentato. Ma poiché la prima emissione è prevista solo per il 2029 e continuano a emergere ritardi, crescono i timori che il blocco possa essere già rimasto indietro.
Così parlò Larry. L'amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, ha affermato che la domanda globale di potenza di calcolo è così enorme che un giorno i trader potranno scommettere su un mercato dei futures dedicato. «Una nuova asset class sarà l'acquisto di futures sulla capacità di calcolo», ha detto Fink durante una tavola rotonda alla Milken Institute Global Conference, aggiungendo che gli Stati Uniti non dispongono di capacità sufficiente, né di chip e memoria a sufficienza. «In questo momento semplicemente non abbiamo abbastanza potenza di calcolo.»
La fine della storia…che non è finita? Secondo un recente studio di Deutsche Bank, il declino della quota dell'oro nelle riserve delle banche centrali globali avvenne negli anni Novanta, proprio quando, nel 1989, Francis Fukuyama si chiese se l'umanità avesse raggiunto la «fine della storia». All'inizio degli anni Novanta l'oro scese al di sotto della quota del dollaro, e il resto del decennio fu caratterizzato da un aumento costante del dollaro e da un declino dell'oro. Non si trattò di una transizione nel sistema monetario, avvenuta due decenni prima, bensì di un cambiamento del contesto geopolitico che modificò il ruolo dell'oro. Il grafico mostra ora una certa inversione (ovviamente anche dettata dal rialzo del prezzo). Che la storia non sia completamente finita?
Earnings season: l'economia reale parla. Tra il 60% e il 65% delle società dell'S&P 500 ha già pubblicato i risultati del primo trimestre 2026. L'84% ha riportato EPS superiori alle stime, dato nettamente superiore alla media storica. I settori trainanti: Information Technology, Communication Services, Consumer Discretionary, Industriali e Finanziari. Durante il mese di marzo gli analisti hanno aumentato le aspettative di crescita degli utili per il 2026 e hanno continuato a farlo, fino all'attuale 21,4% (grafico). Hanno anche rivisto al rialzo le stime sul livello degli utili del 2027, anche se in leggero calo dovuto all'effetto base.
Grafici della settimana

Fonte: Bloomberg

Fonte: Yardeni Research

Fonte: DB
Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 11.05.2026
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