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Sebbene l’approccio Barbell sia stato ampiamente utilizzato negli anni dai gestori di portafogli obbligazionari globali, nel mondo azionario è stato, storicamente, molto meno applicato
BG Aequitum SA04 mag 20265 min read

La bussola settimanale 04.05

Segnali e rumore: il mese che ha riscritto le regole

La settimana ha chiuso un aprile straordinario: l'S&P 500 ha registrato un rialzo mensile del 10%, il migliore dal 2020, e la quinta settimana consecutiva di guadagni, la serie più lunga dal 2024. Un risultato notevole considerando che il Brent ha toccato i massimi dal 2022 sopra $111, la guerra in Iran è entrata nel terzo mese senza un accordo definitivo e la Fed ha confermato di non avere fretta di tagliare i tassi. Il motore del rally è stato duplice: una earnings season eccezionale e la percezione che lo shock energetico non stia intaccando la crescita reale. Il PIL USA ha accelerato nel primo trimestre trainato dagli investimenti in AI, i consumi hanno retto nonostante il costo della benzina e il manifatturiero ha continuato ad espandersi. Apple, Alphabet e Amazon hanno battuto le attese; Meta ha deluso alzando ulteriormente il capex AI; Microsoft non ha dissipato le preoccupazioni sul cloud. Il capex combinato dei quattro hyperscaler ha superato i $700 miliardi per il 2026, un numero che da solo spiega perché il trade AI continui a trainare il mercato, ma anche perché la domanda su quando questi investimenti produrranno ritorni adeguati diventa sempre più pressante. Martedì il report del WSJ sui target commerciali mancati di OpenAI ha fatto crollare il Nasdaq dell'1% e i titoli collegati come Oracle e CoreWeave, un reminder che la competizione all'interno dell'ecosistema AI sta iniziando a produrre vincitori e perdenti.

La Fed ha mantenuto i tassi invariati al 3.50%-3.75% per la terza riunione consecutiva, ma il segnale più rilevante è stato il crescente dissenso interno. Tre presidenti regionali hanno votato contro il linguaggio dello statement che implicava ancora un bias verso il taglio, sostenendo che la prossima mossa potrebbe essere sia un taglio che un rialzo. La Fed è ora il comitato più diviso degli ultimi anni, e il passaggio di consegne a Kevin Warsh aggiunge un'ulteriore dimensione di incertezza. I mercati hanno reagito abbandonando quasi del tutto le scommesse su tagli nel 2026 e iniziando a prezzare la possibilità di un rialzo nel 2027. Il decennale USA è salito al 4.41%, il Gilt ha superato il 5% e il Bund ha toccato il 3.11%. Lo yen è scivolato a 160 per dollaro prima di un rimbalzo violento (+2.4%) giovedì su sospetti di intervento della Bank of Japan. La stessa settimana ha visto decisioni di ECB, Bank of Japan, Bank of England e Bank of Canada tutte ferme ma tutte più nervose sull'inflazione.

Sul fronte geopolitico, lo Stretto di Hormuz resta il nodo centrale. I transiti giornalieri sono scesi quasi a zero nonostante il cessate il fuoco, con blocchi navali incrociati tra USA e Iran. Teheran ha proposto un interim deal, riapertura di Hormuz in cambio della fine del blocco navale americano, che Washington sta valutando ma senza cedere sulle «linee rosse», a partire dal nucleare. Trump ha dichiarato che l'Iran «vuole un accordo» ma «chiede cose che non posso accettare», aggiungendo che gli americani dovrebbero prepararsi a spendere di più per la benzina «per un po'». Il Brent ha chiuso intorno a $102 dopo aver toccato $111, in discesa sulla notizia di una nuova proposta iraniana consegnata a Washington. Trump ha anche annunciato dazi del 25% sulle auto dall'UE, aggiungendo un fronte commerciale a un quadro già complesso.

Jamie Dimon ha rinnovato l'avvertimento che un indebolimento nel credito potrebbe essere peggiore delle attese. Oro a $4.609/oz in ulteriore calo dal picco, Bitcoin a $78.355 sostenuto dal risk appetite. Il mercato entra in maggio con un interrogativo chiave: dopo il miglior mese dal 2020, quanto di buono è già nel prezzo? La stagionalità storica non aiuta, il petrolio resta sopra $100, la Fed è divisa e il conflitto irrisolto. Come osservano a Wall Street, finché l'economia cresce e gli utili salgono, i mercati possono convivere con prezzi energetici elevati, ma più la guerra si prolunga, più questo equilibrio diventa fragile.

 

Curiosità della settimana

 

Mind the Crop: la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e gli eventi meteorologici estremi hanno fatto balzare i prezzi delle materie prime agricole ai massimi degli ultimi due anni. Il Bloomberg Agriculture Spot Index, che monitora 10 dei prodotti agricoli più venduti al mondo, è salito per il terzo mese consecutivo raggiungendo il livello più alto da novembre 2023. Si tratta di un netto cambiamento rispetto al periodo precedente alla guerra in Medio Oriente, quando la maggior parte dei prezzi agricoli era sotto pressione a causa di scorte abbondanti e raccolti eccezionali.

The Cartel: la partenza imminente degli Emirati Arabi Uniti dal cartello petrolifero dell’OPEC non è una prima ma è la più significativa fino ad oggi. Ora il cartello dovrà lottare per restare rilevante sul lungo termine in un mercato globale del petrolio in rapido cambiamento. Nel breve periodo, l’impatto sarà limitato: i prezzi del petrolio sono influenzati principalmente dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Nel lungo periodo, potrebbe però tradursi in una maggiore offerta, sebbene l’influenza dell’OPEC potrebbe diminuire con l’avanzare dell’elettrificazione. La mossa potrebbe anche indicare un bisogno più urgente di entrate da parte degli EAU, riflettendo esigenze di ricostruzione e riarmo, nonché la perdita di entrate provenienti da petrolio e turismo. Senza dimenticare che gli Emirati negli ultimi anni hanno investito molto in nuove capacità produttive e sono desiderosi di rientrare.

La Cina ha sospeso il rilascio di nuove licenze per i veicoli autonomi dopo che più di 100 robotaxi Apollo Go di Baidu Inc. si sono improvvisamente bloccati a Wuhan il mese scorso, lasciando a terra i passeggeri e causando disagi al traffico. L’incidente ha allarmato le autorità che hanno convocato all’inizio di questo mese una riunione con funzionari delle città che dispongono di robotaxi o di progetti pilota sulla guida autonoma. I regolatori hanno chiesto ai governi locali di condurre un’autoverifica completa e di rafforzare il monitoraggio della sicurezza per prevenire incidenti simili. Lo stop rappresenta un passo indietro per un settore in rapida crescita, che secondo un’analisi di Soochow Securities dovrebbe raggiungere un valore di 83,1 miliardi di yuan (12,2 miliardi di dollari) entro il 2030. Le aziende cinesi sono in prima linea nel portare questa tecnologia sui mercati globali, impegnate in una competizione diretta con rivali come Waymo di Alphabet Inc. negli Stati Uniti.

Grafici della settimana

Fonte: Bloomberg

Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 30.04.2026

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