Mercati a temperatura record
La settimana che archivia il secondo trimestre è stata il riassunto in miniatura di tutto il 2026: entusiasmo per l'intelligenza artificiale, un improvviso attacco di vertigine sulle valutazioni e, in chiusura, un rimbalzo deciso che ha riportato Wall Street verso i massimi. Dopo un avvio con i big tech a fare da zavorra — Alphabet in testa ai ribassi, SpaceX giù del 16% — martedì è arrivata una giornata da manuale del "risk-off": Nasdaq 100 a -3,3%, semiconduttori a -8% e Kospi coreano in caduta del 10% dai massimi, con oltre 2,5 miliardi di dollari di vendite straniere amplificate dalle liquidazioni forzate sugli ETF a leva. Il nervo scoperto è sempre lo stesso: il ritorno modesto sui colossali investimenti degli hyperscaler nell'AI e il tema degli "investimenti circolari", con le aziende che si impegnano a comprare i prodotti l'una dell'altra mentre investono a vicenda.
Il punto di svolta è arrivato a metà settimana con la trimestrale di Micron: outlook record sulle memorie e titolo a +13%, sufficienti a riaccendere la fiducia sul trade dell'AI. Da lì il mercato ha cambiato pelle, premiando una platea più ampia di titoli: l'S&P 500 equal-weight — che neutralizza il peso nell’indice delle megacap — ha toccato nuovi massimi storici, mentre il listino "pesato" arrancava sotto la news di rialzo dei prezzi annunciati da Apple e Microsoft a causa della carenza di memorie. Una rotazione che viene letta più come consolidamento che come inversione: il dibattito non è più "se" il rally dell'AI sia finito, ma quanto siano sostenibili valutazioni e spese in conto capitale. Il finale ha dato ragione ai tori (lunedì S&P 500 +1,2%, Nasdaq 100 +2,3%), e il quadro d'insieme resta impressionante: è il miglior trimestre azionario degli ultimi sei anni, con l'S&P 500 a +20% dai minimi del 30 marzo.
Il grande motore di fondo è stata la distensione in Medio Oriente. I progressi nei negoziati USA-Iran — con licenza di 60 giorni per l'export di greggio iraniano e la graduale, per quanto fragile, riapertura dello Stretto di Hormuz — hanno fatto evaporare il premio bellico: il petrolio archivia il calo trimestrale più ampio dalla pandemia, con il Brent verso i 72 dollari e Morgan Stanley che avverte sul rischio di eccesso di offerta. Un sollievo per l'inflazione che però non distoglie i riflettori dalla Fed: consumi americani in accelerazione e PIL del primo trimestre rivisto al rialzo (+2,1%) tengono la banca centrale sotto pressione, con il mercato che prezza ancora circa 40 punti base di rialzi in un raro contesto di tassi "higher for longer". Sul piano istituzionale, la Corte Suprema ha confermato la governatrice Lisa Cook, rafforzando l'indipendenza della Fed dalla Casa Bianca. L'Europa ha vissuto la settimana da comprimario, ma con un copione opposto a quello americano sull'obbligazionario: mentre i Treasury restavano sotto pressione, i rendimenti del Bund decennale sono scesi verso il 2,85% e quelli del Gilt britannico verso il 4,7%, segnalando aspettative di politica monetaria più benigne e una BCE percepita meno aggressiva della Fed. Un quadro politico che ha generato più sollievo che timore: nel Regno Unito l'uscita di scena annunciata di Keir Starmer e la probabile ascesa di Andy Burnham hanno ridotto il rischio di una lunga contesa per la leadership.
Dove la propensione al rischio è tornata a farsi sentire è nei tradizionali beni rifugio, i grandi sacrificati del trimestre. Lo yen è scivolato oltre quota 162 sul dollaro, ai minimi dal 1986, mettendo Tokyo in allerta intervento e riaccendendo i timori di inflazione importata; l'oro è sceso sotto i 4.000 dollari l'oncia (-15% nel trimestre, peggior performance dal 2013) e anche il Bitcoin ha arretrato. Con il ritorno dell'appetito per il rischio e la prospettiva di tassi alti più a lungo, gli asset "anti-fragilità" hanno pagato il conto della rotazione verso l'azionario.
Curiosità della settimana
«Controverso» (come minimo…). Una serie di insoliti flussi da miliardi di dollari ha recentemente caratterizzato il mercato degli ETF, suggerendo come alcuni grandi investitori abbiano utilizzato un metodo controverso per ottenere esposizione all’IPO di SpaceX. I flussi più consistenti si sono registrati nella strategia principale di Cathie Wood. L’ETF ARK Innovation, da 6,9 miliardi di dollari, ha registrato un afflusso record di 4,6 miliardi di dollari prima della quotazione, seguito nella sessione successiva dal più grande deflusso mai registrato, pari a 6,2 miliardi di dollari, stando ai dati raccolti da Bloomberg (vedi grafico della settimana).Secondo alcuni, la teoria è che tali flussi rappresentino una strategia di arbitraggio sulle IPO. La tattica consisterebbe nel riversare denaro in un ETF prima di un’offerta in cui si prevede che il fondo riceva azioni, per poi ritirarlo una volta che il titolo inizia a essere negoziato. Una manovra del genere potrebbe offrire un’esposizione indiretta, o sintetica, all’IPO e permetterebbe di beneficiare di eventuali guadagni successivi alla quotazione, anche se comporta il rischio di distorcere la performance del fondo e di penalizzare gli investitori con un orizzonte di lungo periodo.
Tempi difficili…Venticinque ETF focalizzati sull’ESG probabilmente verranno chiusi quest’anno negli Stati Uniti, portando il totale a 150 dal 2020, secondo una ricerca degli analisti di Bloomberg Intelligence. Secondo lo studio l’interesse negli US per gli investimenti ambientali, sociali e di governance ha forse raggiunto il picco sei anni fa. Sebbene «alcuni fondi core abbiano avuto successo e continueranno a esistere», il progressivo ridimensionamento del settore «sottolinea la difficoltà di raggiungere una soglia critica significativa per questi prodotti, poiché una sempre maggiore politicizzazione, una domanda degli investitori quantomeno variabile, l’eccesso di offerta e le preoccupazioni sulle performance hanno limitato l’adozione da parte degli investitori», hanno scritto gli analisti.
Caspita il Kospi («Siamo rammaricati..») La Korea Exchange ha attivato il meccanismo di interruzione automatica degli scambi (circuit breaker) per la quinta volta quest’anno (e la terza solo questa settimana…). Nel 2025 non ce ne sono stati, mentre nel 2024 solo uno. Un indicatore di volatilità che monitora le azioni coreane è salito vicino a quota 93, superando il picco di inizio giugno (vedi grafico). Le oscillazioni sono state tali che il principale organismo di vigilanza finanziaria ha espresso rammarico per aver consentito ETF a leva che replicano Samsung e SK Hynix, avvertendo che i loro effetti negativi sono aumentati significativamente. Questi prodotti amplificano la volatilità del mercato attraverso il loro ribilanciamento giornaliero per mantenere i rapporti di leva prefissati. Ad esempio un prodotto di Samsung Asset Management, che punta a ottenere il doppio del rendimento giornaliero di SK Hynix, ha perso oltre il 25% martedì scorso. Nel frattempo il debito a margine, ovvero l’indebitamento per acquistare azioni, è salito a un livello record di 38,5 trilioni di won (25 miliardi di dollari) questo mese, sulla base dei dati della Korea Financial Investment Association.
«Faites vos jeux». Cboe Global Markets, Inc. ha annunciato martedì di aver reintrodotto un tipo di contratto sull’S&P 500 dopo una pausa di oltre un decennio, che nel frattempo è diventato un elemento molto popolare sulle piattaforme di mercato di previsione Kalshi e Polymarket. L’operatore di derivati con sede a Chicago quoterà opzioni binarie sul Mini-S&P 500 Index. Questi strumenti consentiranno ai clienti di effettuare una scommessa “sì o no” sul fatto che l’S&P 500 raggiungerà o meno una determinata soglia.
Grafici della settimana

Fonte Bloomberg; Ebb and Flow

Fonte: Bloomberg
Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 29.06.2026
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