Insights

La bussola settimanale 30.03

Scritto da BG Aequitum SA | 29 mar 2026

La settimana appena conclusa è stata un condensato di speranze e delusioni attorno ai negoziati per il cessate il fuoco in Iran. Lunedì Trump ha annunciato una tregua di cinque giorni citando colloqui «produttivi»: il Brent è crollato del 14% intraday e l'S&P 500 ha guadagnato l'1%. Ma il sollievo è stato effimero. Teheran ha smentito, poi ha posto condizioni inaccettabili, e giovedì scorso Trump ha dichiarato di non volersi impegnare in un accordo. Venerdì l'escalation è ripresa con bombardamenti su siti nucleari iraniani. L'S&P 500 ha chiuso con la quinta settimana consecutiva di calo — la serie negativa più lunga dal 2022 — e il Nasdaq 100 è entrato in territorio di correzione (-10% dal picco). Il Brent ha superato i $112/bbl, in rotta per un rialzo mensile di circa il 50%. I negoziati restano il catalizzatore chiave, ma la distanza tra le parti è enorme. Iran ha iniziato a imporre tariffe di transito alle navi nello Stretto, con pagamento in yuan — segnale di un tentativo di monetizzare il proprio leverage. Bessent ha dichiarato che il petrolio tornerà «probabilmente ben sotto gli $80» entro un paio di mesi, ma il segnale più chiaro di de-escalation sarà solo la ripresa dei flussi attraverso Hormuz — e questo non è ancora avvenuto.

I dati macro confermano il deterioramento: l'attività economica USA ai minimi di quasi un anno, fiducia dei consumatori ai minimi di tre mesi, aspettative di inflazione in forte rialzo. Il classico mix stagflazionistico. I rendimenti hanno continuato a salire: decennale USA al 4.43%, Bund al 3.09%, Gilt al 4.97%. Lo yen si è indebolito a 160 per dollaro per la prima volta dal 2024, sollevando rischi di intervento della Bank of Japan.

«Non ci siamo capiti». Il private credit resta un fronte di stress aperto: circa $13 miliardi di richieste di rimborso solo in questo trimestre, ma gli investitori sono riusciti a ottenere solo circa due terzi delle somme richieste. Ares e Apollo hanno bloccato oltre la metà dei riscatti, Oaktree ha onorato tutto. Jim Zelter, presidente di Apollo, ha ammesso che l'industria potrebbe non aver spiegato sufficientemente le restrizioni di liquidità: «Alcuni canali di distribuzione potrebbero non aver comunicato pienamente i rischi inerenti a questa classe di attivi. Ora c'è un disallineamento nelle richieste di rimborso a breve termine.» Una dichiarazione che la dice lunga sulla maturità di un mercato da $1.800 miliardi.

L'oro ha chiuso a $4.513/oz, rimbalzando venerdì ma lontano dai massimi. Bitcoin a $66.100 (-4.2%), confermando la correlazione con il risk appetite. Goldman Sachs ha avvertito che il posizionamento corto sulle azioni USA è ai livelli più estremi mai visti e le condizioni per uno short squeeze sono in atto — ma i mercati hanno bisogno che il petrolio scenda e la volatilità si comprima sulla base di un raffreddamento geopolitico di cui i trader si fidino. Per ora, quel momento non è arrivato.

Curiosità della settimana. A Los Angeles una giuria ha stabilito che Meta e YouTube offrono prodotti dannosi per la salute mentale dei giovani. Un «caso guida» che potrebbe influenzare 1.600 cause simili contro Meta, TikTok, YouTube e Snap —

 

Grafici della settimana

“You can check out any time you like, but you can never leave”

Hotel California – Eagles,1976

Fonte: Bloomberg

 

Di buone intenzioni è…

Fra protezione e censura?

Fonte: Statista

 

Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 30.03.2026