L'S&P 500 ha interrotto la serie di tre settimane consecutive di rialzo con una correzione (-1,40% circa), poiché il mercato si è focalizzato sulle tensioni legate al debito governativo. Il trentennale USA ha raggiunto il 5,34%, il livello più alto dal 2007, in un crescendo di ansia legato a spesa pubblica in aumento, ondata di emissioni a lunga scadenza e inflazione ferma sopra il target da cinque anni. Il dato simbolo: il debito pubblico USA ha superato per la prima volta i $40.000 miliardi, cresciuto di un terzo in meno di cinque anni. La cosa più rilevante è che questo rialzo è avvenuto nonostante un'economia ancora robusta (PMI composito USA di agosto a 56,0, massimo dall'aprile 2022). L'evento clou è stato l'intervento del Tesoro per calmierare i rendimenti: martedì ha annunciato di voler almeno raddoppiare i buyback sui titoli lunghi, facendo crollare il trentennale di 10 punti base e innescando un rimbalzo generalizzato. Ma l'entusiasmo è durato poco, con i rendimenti di nuovo in rialzo giovedì.
È il messaggio strutturale della settimana: una Fed meno aggressiva può abbassare i tassi a breve, ma la parte lunga resta ostaggio di deficit, offerta e premio per l'inflazione. Il fronte geopolitico ha continuato a dettare il ritmo del petrolio, con Trump che ha rifiutato di estendere il memorandum con l'Iran (scaduto lunedì) e Teheran che ha ribadito l'intenzione di tenere chiuso lo Stretto di Hormuz finché le sue richieste non saranno soddisfatte.
Sul fronte AI, Nvidia ha accettato di spendere fino a $105 miliardi per un mega-campus di data center in Ohio destinato a OpenAI, mentre Anthropic prepara un'IPO che punta a eguagliare quella record di SpaceX. È qui il vero cambio di fase: nel 2026 le tech USA hanno già emesso circa $220 miliardi di debito legato all'AI, contro appena $12,5 miliardi l'anno prima, con gli spread del tech investment grade saliti a ~89 punti base. Il problema non è la solvibilità di Amazon o Alphabet: è l'offerta, ovvero la capacità finita del sistema di assorbire decine di miliardi di nuova duration corporate.
Uno dei segnali più insoliti è stato il comportamento del dollaro, sceso ai minimi di tre mesi nonostante rendimenti elevatissimi. Il mercato ha iniziato a discutere esplicitamente di «debasement trade»: l'euro è risalito a $1.1679, il Bitcoin è schizzato da ~$64.000 a oltre $77.000 (spinto anche dalla pressione di Trump sul Congresso per la legge crypto) e l'oro ha chiuso a $4.624/oncia, +5,6% settimanale.
L'Europa continua a catturare l'attenzione degli investitori globali, e la sorpresa più positiva è arrivata dalla manifattura: il PMI Composite dell'Eurozona è salito a 52,1 (massimo da novembre), con il manifatturiero a 52,8 (massimo in 54 mesi) e gli ordini export tornati positivi per la prima volta dall'invasione russa dell'Ucraina del 2022. Questo cambia leggermente l'equilibrio BCE: con l'inflazione confermata al 2,9% e una crescita più resiliente, la banca centrale ha meno motivi per essere prudente.
La Cina ha fornito dati macro più deboli (produzione industriale al +4,5%, vendite al dettaglio a +0,6%, investimenti privati - 9,4%), ma con una dicotomia sempre più netta: gli investimenti in tecnologia strategica crescono a doppia cifra, confermando un'economia «a due velocità» dove conviene possedere «la Cina che Pechino sta costruendo» più che il debole ciclo dei consumi.
La Svizzera ha vissuto una settimana tranquilla (SMI - 0,7%), con la SNB ferma allo 0% e il franco che conserva il suo ruolo difensivo, reso ancora più prezioso ora che la credibilità del debito USA è diventata un tema di mercato.
Il messaggio conclusivo è quello di un mercato costruttivo sull'economia reale ma sempre più prudente sulla duration: la domanda decisiva non è più se l'economia entrerà in recessione, ma quanto rendimento dovranno offrire governi e imprese per finanziare deficit, difesa, transizione energetica e il più grande ciclo di investimento tecnologico degli ultimi decenni. Lo sguardo è ormai puntato sui risultati di Nvidia (26 agosto) e sul discorso di Warsh a Jackson Hole.
Fonte: WSJ
Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 24.08.2026