Insights

La bussola settimanale 20.04

Scritto da BG Aequitum SA | 19 apr 2026

Segnali e rumore: tregua fragile, rimbalzo violento

La settimana appena conclusa ha segnato la svolta che i mercati attendevano da sette settimane. Lunedì l'S&P 500 è tornato in territorio positivo per il 2026, martedì ha cancellato tutte le perdite legate alla guerra, mercoledì ha superato per la prima volta quota 7.000 segnando un nuovo massimo storico, e venerdì ha chiuso con un +1.2% dopo che l'Iran ha dichiarato lo Stretto di Hormuz «completamente aperto» al traffico commerciale. Il Nasdaq 100 ha registrato 13 sedute consecutive di rialzo, la serie più lunga dal 2013, trainato dal ritorno dell'entusiasmo sull'AI dopo che TSMC ha riportato un balzo degli utili del 58%, confermando la resilienza della domanda di chip. Il WTI è crollato dell'11% venerdì riportandosi sotto i $90 per la prima volta in oltre un mese, il dollaro si è indebolito contro tutte le principali valute e Bitcoin ha superato i $75.000. In soli 11 giorni l'S&P 500 è passato da una lettura di ipervenduto a una di ipercomprato: una velocità di inversione che ha precedenti solo nel 1982.

Dietro questo rimbalzo c'è la combinazione di tre fattori: la de-escalation geopolitica, una earnings season (per il momento) più forte delle attese (i trader di JPMorgan, Citi, BofA e Morgan Stanley hanno tutti registrato ricavi record o quasi, BlackRock ha raccolto $130 miliardi nel trimestre) e dati di inflazione meno minacciosi del temuto. Le scommesse su tagli della Fed sono tornate in gioco e i rendimenti sono scesi, con il decennale USA al 4.24% venerdì. Trump ha inoltre annunciato un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, riducendo il rischio di un allargamento regionale del conflitto.

Tuttavia, un record dell'S&P 500 non significa che i rischi siano scomparsi. Lo Stretto si è riaperto ma il blocco navale USA resta in vigore, i contorni di un accordo permanente sono vaghi. Alcuni leader del Golfo e europei stimano circa sei mesi per un deal definitivo e il nodo nucleare iraniano è tutt'altro che risolto. Trump ha sostenuto che Teheran ha fatto concessioni chiave, ma l'Iran non le ha confermate pubblicamente. L'ex Segretario al Tesoro Paulson ha lanciato un avvertimento sul rischio di un crollo della domanda per i Treasury da $31.000 miliardi, e i delegati al FMI hanno messo in guardia sul fatto che i mercati stanno sottostimando il danno economico della guerra. Le valutazioni dell'S&P 500 implicano già una riapertura duratura di Hormuz, lasciando poco margine al rialzo se le cose vanno bene, ma molto al ribasso se la tregua salta. Il mercato sta prezzando un mondo più sicuro, ma gli investitori chiedono ancora un premio al rischio più alto di prima della guerra. È troppo presto per stimare l'entità del danno fatto all'economia globale e l'impatto dei prezzi energetici elevati sul consumatore americano

Il focus si sposta ora su due eventi chiave: la scadenza del cessate il fuoco USA-Iran martedì e l'audizione di conferma di Kevin Warsh, nominato da Trump alla guida della Fed, i cui commenti potrebbero indicare se intende spingere per tagli dei tassi quest'anno. L'oro ha chiuso intorno ai $4.800/oz, beneficiando del ritorno del risk appetite. La domanda resta aperta: siamo all'inizio di un nuovo rally azionario o il mercato sta correndo troppo avanti rispetto alla realtà geopolitica?

 

Curiosità della settimana

Il rovescio della medaglia dell'AI

Nonostante l'euforia, sotto la superficie qualcosa si muove per bloccare l'adozione di massa dell'intelligenza artificiale. Il Maine è diventato il primo Stato americano a imporre un bando fino al 2027 sulla costruzione di data center ad alto consumo energetico, e altri Stati stanno valutando misure simili. Un tema che il mercato non sta ancora prezzando, ma che potrebbe diventare un vincolo reale alla crescita del settore.

Da scarpe sostenibili a GPU

Allbirds, simbolo del consumo "green" della Silicon Valley, ha annunciato l'uscita dal business delle calzature per reinventarsi come NewBird AI, società di infrastruttura computazionale. Il gruppo ha annunciato l'uscita dal business delle scarpe (venduto per $39 milioni) per dedicarsi all'acquisto di GPU e all'offerta di servizi cloud. Il titolo è balzato di oltre il 400% nella giornata dell'annuncio, premiando non dai fondamentali (l'azienda non ha alcuno storico nel tech) ma dall'etichetta "AI". Il parallelo con i rebranding opportunistici dell'era crypto è inevitabile: entusiasmo sul prezzo, prudenza sulla credibilità industriale.

HALO vs. lusso

L'intelligenza artificiale avrebbe dovuto inaugurare l'età dell'oro del software. Invece, sta dando nuova linfa a titoli della vecchia economia che stanno improvvisamente sovraperformando (vedi secondo grafico). Il trade HALO (Heavy Asset, Low Obsolescence) guadagna terreno dai semiconduttori asiatici agli industriali USA fino ai gruppi minerari dell'America Latina. Sul versante opposto, il settore del lusso europeo sta attraversando una fase di forte ribasso: dall'inizio del 2026 le dieci principali società quotate hanno perso circa $176 miliardi di capitalizzazione, con LVMH da sola che rappresenta quasi $100 miliardi di questa perdita (vedi terzo grafico). I risultati trimestrali hanno rafforzato i timori che la crisi possa durare, soprattutto a causa della guerra in Medio Oriente che sta ritardando la ripresa della spesa per beni di alta gamma. Una volta di moda, oggi sotto pressione.

Private credit: fine dell'innocenza

La decisione di alcune primarie banche d'affari di lanciare credit default swap legati a fondi di private credit è un segnale che il mercato potrebbe leggere come un cambio di clima. Wall Street sta creando strumenti per coprirsi, o scommettere, su un deterioramento del credito in un settore cresciuto per anni quasi indisturbato. Torna alla mente il 2008: non perché siamo di fronte a una replica dei subprime, ma perché ricompare la logica della finanziarizzazione del rischio attraverso derivati che permettono di trasferire e amplificare il timore di deterioramento. Il tasso di default nel private credit USA è salito al 9.2% (record secondo Fitch), alcuni BDC trattano con sconti del 20% sul NAV, e le tensioni delle ultime settimane hanno preparato il terreno.

 

Grafici della settimana

Fonte: Axios Research – Data Centers? Anche No?

Fonte: Bloomberg – The Halo Trade

Fonte: Bloomberg – From Hero to…

 

Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 20/04/2026