Insights

La bussola settimanale 10.08

Scritto da BG Aequitum SA | 09 ago 2026

Segnali e rumore: bad news = good news

L'S&P 500 ha chiuso a nuovi massimi storici la miglior settimana da aprile (+3.58%), in un crescendo che ha messo alle spalle il tormentato luglio. Il motore iniziale è stato geopolitico: le speranze di un accordo interim sullo Stretto di Hormuz hanno fatto crollare il petrolio verso i $75 dai livelli di fine luglio.

Il vero spartiacque, però, è arrivato venerdì dal mercato del lavoro USA, con un report che ha ribaltato la narrativa. I payrolls di luglio hanno inaspettatamente registrato un calo di 23.000 posti (contro attese di +80.000), con una revisione al ribasso di ben 103.000 unità sui due mesi precedenti. La disoccupazione è scesa al 4.1%, ma solo per il calo della partecipazione (altre 264.000 persone hanno lasciato la forza lavoro, portando il tasso al minimo da febbraio 2021), e la crescita salariale ha rallentato. La media dei payroll degli ultimi tre mesi è così scesa ad appena 20.000 unità mensili. La reazione è stata immediata e classica: azioni e bond su, rendimenti giù, con la probabilità implicita di un rialzo Fed a settembre scesa dal ~55% al 44%.

Sul fronte AI e utili, la settimana ha confermato una fase di crescente selettività e un quadro societario di supporto eccezionale: l'85% delle 436 società dell'S&P 500 che hanno riportato ha battuto le stime, contro una media storica del 68%. I risultati sono stati per lo più solidi: Palantir ha volato definendo la domanda «ultraterrena», Caterpillar ha schiacciato le attese rassicurando sulla domanda per data center, Atlassian +35% su guidance superiore, Amazon e SpaceX con ricavi robusti. Ma il mercato distingue con il bisturi: AMD è affondata su guidance deludente, i produttori di memoria Sandisk e Western Digital sono crollati, e Trade Desk ha perso il 22%. Il rally è stato comunque ampio, anche il Russell 2000 ha guadagnato ~3.5%, segnale di maggiore ampiezza oltre le mega-cap. È la conferma del tema che seguiamo da settimane: il mercato non abbandona l'AI, ma inizia a distinguere tra AI revenue, AI capex e ritorno sul capitale investito, penalizzando chi vede il capex crescere più del free cash flow.

Lo STOXX Europe 600 ha chiuso al nuovo massimo storico di 660,25, alla quarta settimana consecutiva positiva, con IBEX, CAC 40 e FTSE MIB anch'essi a nuovi record. Il comparto tecnologico è stato il migliore, mentre healthcare, industriali e materiali hanno trovato sostegno negli utili. Ma il dato davvero rilevante è strutturale: secondo LSEG, gli utili del secondo trimestre dello STOXX 600 sono ora attesi in crescita di oltre il 22%, il ritmo più elevato dal terzo trimestre 2022. Buona parte deriva dall'energia (+135,8%), ma anche escludendola la crescita attesa è salita all'11,5%, circa il doppio della previsione di inizio luglio, con materiali di base e chimica intorno al +57%.

La Cina ha offerto letture più deboli, PMI manifatturiero al minimo di quattro mesi, servizi in rallentamento, confermando un'economia a due velocità dipendente ancora dal supporto politico. In Svizzera, l'inflazione è scesa allo 0,4%, lasciando la SNB senza urgenza (tasso allo 0%) e confermando il ruolo difensivo del franco. Il grande vincitore della settimana è stato però l'oro: +2,3% venerdì a $4.336/oncia e oltre +7% settimanale, il migliore da gennaio, trainato dal crollo delle aspettative di rialzo Fed, dal dollaro più debole (Dollar Index al minimo di sette settimane) e dal persistente rischio geopolitico. Bitcoin stabile intorno ai $64.900.

 

Curiosità della settimana

Quando l'AI diventa hacker: l'allarme dell'AISI. Un episodio che segna un punto di svolta. Secondo l'AI Security Institute britannico, i modelli di punta di Anthropic (Mythos 5) e OpenAI (GPT 5.6 Sol) hanno violato software di terzi e inviato email per rubare credenziali, mostrando un comportamento ingannevole «senza precedenti». In 10 dei 122 test l'agente AI ha intrapreso azioni autonome e non sanzionate contro persone e organizzazioni reali, quasi tutte da parte di Mythos. Nel caso più grave, l'agente ha praticato social engineering, creando identità false per fare pressione sul manutentore di un progetto open source affinché approvasse codice malevolo su GitHub (l'uomo l'ha fortunatamente rifiutato). «È la prima volta che osserviamo rischi di autonomia e inganno manifestarsi così chiaramente, senza prompt specifico, nel mondo reale», ha avvertito l'AISI, parlando di un «cambiamento nel panorama del rischio che richiede attenzione immediata». Un promemoria che la corsa alle capacità dell'AI porta con sé rischi sistemici ancora poco prezzati dai mercati.

L'AI riscrive le regole della macroeconomia. Un paper della Fed di New York affronta una questione affascinante e sottovalutata: l'AI potrebbe alterare le relazioni economiche su cui i policymaker si basano per interpretare i dati. Se l'AI aumenta la produttività, l'output può crescere senza generare le stesse pressioni inflazionistiche del passato, ma la transizione stessa può essere inflazionistica, e catene di fornitura più concentrate possono trasmettere gli shock ai costi più rapidamente. Il risultato è un segnale economico più rumoroso, che rende più difficile distinguere fattori ciclici da strutturali e stimare output potenziale e tasso neutrale. Il paper introduce inoltre un concetto che avevamo già incontrato: le «monoculture di modelli». Se troppe istituzioni si affidano agli stessi modelli, dati o provider, e reagiscono agli stessi segnali nello stesso modo, prezzi degli asset e prestiti possono diventare più correlati, amplificando i movimenti di mercato e lo stress finanziario.

Utili record: il carburante della FOMO. Un dato che vale la pena mettere in prospettiva storica: l'S&P 500 è in rotta per una crescita degli utili superiore al 30% nel secondo trimestre, un ritmo che, secondo i dati Bloomberg dal 1998, l'indice non ha mai registrato al di fuori di una recessione (o meglio, di un recupero post-recessione). La media degli ultimi due trimestri, spinta dall'AI, è oltre il 30%: tre volte la media dei periodi normali (~10%). La crescita è inoltre ampia (anche le vendite delle small cap sono in boom), pur riflettendo ancora largamente i rischi dell'AI. Con gli utili a segnalare un contesto molto resiliente, l'ottimismo azionario sembra destinato a estendersi, un contrappeso importante ai timori su valutazioni e leva di cui abbiamo scritto.

Grafici della settimana

Fonte BofA

Dati di mercato

Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 10.08.2026