Dopo nove settimane di rialzo quasi ininterrotto, la settimana si è chiusa con il primo vero scossone da mesi. Dopo quattro giorni dove gli indici hanno continuato ad inanellare performance positive, trainati dall'entusiasmo AI e dalle speranze di pace, lo scorso venerdì qualcosa si è rotto. L'S&P 500 è sceso del 1.3%, il Nasdaq del 4.2% (peggior seduta da aprile 2025) e l'indice dei semiconduttori del 10% in una singola giornata. Il catalizzatore? Paradossalmente, buone notizie sull'economia. Il report sull'occupazione di maggio ha superato tutte le previsioni, con la disoccupazione stabile al 4.3%. Ovviamente in un contesto di petrolio elevato e inflazione in risalita, un'economia forte significa una sola cosa per il mercato: la prossima mossa della Fed non sarà un taglio. Gli operatori anzi prezzano ormai pienamente un aumento entro fine 2026, il biennale è salito al 4.16% e il decennale al 4.54%. È il regime «good news is bad news» nella sua forma più pura.
Il vero protagonista della settimana è stato però il test del trade AI, che dopo mesi di corsa parabolica ha mostrato le prime crepe serie. La guidance deludente di Broadcom sulle vendite di chip AI ha innescato una presa di profitto sui semiconduttori, e venerdì il selloff ha amplificato la rotazione verso aziende della old economy. La settimana ha comunque visto sviluppi enormi sul fronte AI: Alphabet ha raccolto $84.75 miliardi in equity (incluso un deal con Berkshire) per finanziare il capex, le emissioni investment grade USA hanno già raggiunto $1.000 miliardi e Google ha firmato un accordo da $920 milioni al mese a favore di SpaceX per la potenza di calcolo.
Sul fronte Iran, le parti hanno concordato un framework di massima per estendere la tregua e riaprire lo Stretto di Hormuz, ma i dettagli finali continuano a trascinarsi e gli scontri non si fermano. Il WTI ha oscillato tra $90 e $96, chiudendo in calo sulle speranze di accordo ma restando ben sopra i livelli pre-bellici. Il quadro macro conferma il dilemma della Fed: il manifatturiero è cresciuto al ritmo più forte in quattro anni, i servizi accelerano, le aperture di lavoro sono ai massimi da due anni, ma i costi degli input crescono al ritmo più rapido in quattro anni e il Beige Book segnala inflazione in aumento guidata dall'energia. La presidente della Fed di Dallas Logan ha esplicitamente affermato che potrebbe essere necessario alzare i tassi entro fine anno.
La domanda chiave entrando nella riunione Fed del 16-17 giugno, la prima sotto la guida di Kevin Warsh, è se questo sia l'inizio di una correzione più profonda o solo una salutare presa di profitto dopo una corsa parabolica. L’oro ha chiuso a $4.313/oz (-3.6% venerdì, colpito anche lui dal repricing dei tassi), Bitcoin è crollato da ~$77.000 a $60.700, Ethereum -11% solo venerdì, un segnale che il de-risking sta colpendo prima gli asset più speculativi.
Questa settimana, alla luce della quotazione di SpaceX, ci permetterà di capire se il sell-off sia una pausa o un'inversione e molto dipenderà, come sempre in questi mesi, da Hormuz e dalla traiettoria dell'inflazione.
L'oro detronizza i Treasury. Secondo un report della BCE pubblicato questa settimana, l'oro ha superato i titoli di Stato USA come principale asset di riserva al mondo, grazie agli acquisti incessanti negli anni da parte delle banche centrali e di un rally che ha quasi raddoppiato i prezzi in due anni. A fine 2025 il metallo rappresentava il 27% delle riserve globali, mentre i Treasury sono scesi al 22%. Lagarde ha legato il fenomeno alle tensioni geopolitiche che alimentano la domanda di oro delle banche centrali, un trend accelerato dal 2022, quando il congelamento delle riserve russe ha spinto molti paesi a cercare alternative al dollaro. I maggiori accumulatori restano Cina, Polonia, Turchia e India, ma nel 2025 il singolo maggior acquirente è stata Tether (la società di stablecoin), con oltre 100 tonnellate. Curiosamente, la Turchia ha invertito la rotta nel 2026, vendendo 130 tonnellate dopo l'inizio della guerra in Iran.
Hands-off. Il presidente Donald Trump ha delineato un approccio non interventista per affrontare le minacce alla sicurezza informatica sollevate dall’intelligenza artificiale tramite un ordine esecutivo che prevede di concedere al governo degli Stati Uniti un accesso volontario ai modelli di IA. Trump avrebbe dovuto firmare l’ordine a fine maggio, ma ha annullato la cerimonia all’ultimo momento, dichiarando ai giornalisti di non apprezzare alcuni aspetti della direttiva e temendo che potesse compromettere la competitività statunitense nella corsa all’IA rispetto alla Cina.
Sign o' the Times. L’endowment della Princeton University sta facendo marcia indietro rispetto al suo impegno di disinvestire dalle società petrolifere e del gas quotate in borsa, a quattro anni da quando aveva annunciato l’uscita da tali investimenti come parte del percorso verso un portafoglio a zero emissioni nette. Negli ultimi anni, i rendimenti del fondo di Princeton sono rimasti indietro rispetto a quelli delle università concorrenti.
Inflation Hedge o qualcosa d’altro? Il Bitcoin è sceso del 38% nell’ultimo anno ed è scivolato sotto i 65’000 dollari la scorsa settimana, prolungando una fase di flessione che sta mettendo in discussione diverse delle argomentazioni che avevano contribuito a portare la criptovaluta nel mainstream finanziario. Poche di queste tesi sono state messe alla prova tanto quanto il ruolo del Bitcoin come copertura contro l’inflazione. Nonostante le prospettive di un’inflazione potenzialmente più persistente, il Bitcoin si è mosso nella direzione opposta.
Uber ha esaurito il budget per l’IA in un solo trimestre. In un’intervista con l’investitore Patrick O’Shaughnessy mercoledì, al CEO di Uber Dara Khosrowshahi è stato chiesto come l’azienda stesse gestendo la spesa per l’intelligenza artificiale. «Abbiamo esaurito il nostro budget per l’IA in un trimestre, praticamente per tutto l’anno», ha dichiarato il CEO, aggiungendo che queste spese hanno costretto la società a rivedere i propri obiettivi di assunzione. Dimmi quanti token utilizzi e ti dirò quanto valore stai creando? (Forse)
Fonte: Bloomberg
Fonte: FT, ECB
Fonte: BG Aequitum – Bloomberg – dati al 08.06.2026